venerdì 15 gennaio 2010

Parco Nazionale della Calabria


Il Parco Nazionale della Calabria, si sviluppa tra alcune fra le più suggestive e selvagge zone della Calabria con immense foreste, dolci altopiani, paesaggi che spaziano dal Pollino all’Aspromonte, fino alla visione delle coste sicule con il fumante Etna e delle Eolie, sulle splendide e limpide marine Joniche e Tirreniche.Istituito con la Legge n. 503 del 2/4/1968, il Parco Nazionale della Calabria si estende per circa 16.000 h. ed è distinto in tre nuclei, due nel complesso montuoso della Sila, in provincia di Cosenza e Catanzaro ed uno sull'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria.La costituzione geologia, morfologica e la consistenza vegetale, differenziano il Parco Nazionale della Calabria dagli ambienti montuosi appennici.La vegetazione è prevalentemente costituita da una copertura forestale di conifere che coprono dolci e digradanti altipiani e vette che sfiorano i 2.000 metri.All’interno del Parco Nazionale della Calabria, sono presenti diversi laghi artificiali,tra cui il lago Cecita, parzialmente compreso nell’area del parco e per il resto contiguo e il lago Ampollino, immediatamente all’esterno. Il terzo nucleo del parco, quello relativo alla zona dell'Aspromonte, si presenta con un paesaggio rupestre e scosceso, ed a tratti, quasi impenetrabile.La nascita del Parco è una lunga storia che inizia nel 1923 e si conclude con la legge n. 503 del 2 aprile 1968, che sancisce la nascita del Parco Nazionale della Calabria. Successivamente, con Decreto Ministeriale del 29 dicembre 1978 vennero tracciati i confini dell'area individuandole superfici superfici demaniali comprese nell’area del Parco. Nel 1982 e nel 1985 con due decreti si ampliò l'area protetta inglobando terreni privati ed anche di enti in modo da ampliare l’area del Parco e rendere maggiormente efficace la protezione della flora e della fauna. Si arriva, quindi, alla istituzione di un Parco formato da aree distinte e non collegate tra loro, con estensione di circa 16.000 ettari di cui 7.000 in Sila Grande, circa 6.000 nella Sila Piccola ed oltre 3.000 nell’ Aspromonte.Di fatto, prescindendo dalla organizzazione e gestione amministrativa del Parco, affidata, attualmente, ad una sola autorità, il Parco si presenta suddiviso in aree distinte: Parco Nazionale della Sila, a sua volta distinguibile in Sila Grande, Sila Greca e Sila Piccola e Parco Nazionale dell’Aspromonte. Ovviamente il disegno da perseguire, da parte di tutti i Calabresi e non solo dai naturalisti è l’ampliamento delle aree del Parco e, soprattutto, la istituzione di corridoi faunistici che uniscano le diverse aree.


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