
Il Parco Nazionale dell'Aspromonte, esteso circa 79.000 ettari, interessa 36 paesi, tutti in provincia di Reggio Calabria. L’Aspromonte, che significa monte bianco, è formato da scoscese scarpate solcate a loro volta da valli fluviali che si allargano a ventaglio verso la costa. Ai margini orientali del massiccio si ergono maestosi monumenti di roccia, come le Torri di Canolo, I Tre Pizzi, Monte Jacono, Monti Coliaciuri, Pietra Castello, Pietra di Febo, Pietra Cappa, Aria di Vento e le Rocche di San Pietro. Numerosi corsi d’acqua si dipanano sul fondo delle valli e assumono i connotati delle fiumare: letti pensili continuamente sollevati dalle quantità di detriti strappati alla montagna dalla forza dilavante delle acque meteoriche. Nel Parco si può praticare l’escursionismo, l’arrampicata su roccia, il torrentismo e lo sci di fondo. Di particolare interesse storico e artistico tutti i piccoli paesi che circondano l’Aspromonte, soprattutto Gerace, Palizzi e Pentedattilo. Al centro del massiccio nella bassa valle Bonamico, si cela il leggendario Santuario della Madonna di Polsi, il cui antico culto fu descritto da Corrado Alvaro. Le quote alte dell’Aspromonte sono coperte da boschi di faggio e di abete bianco. Sulle pendici del versante orientale dominano invece roveri, querce, pini larici e castagni. Nelle quote inferiori si estende la macchia mediterranea: lecci, mirti, farneti, roverelle, lentischi, eriche. Lungo le fiumare crescono l’oleandro e la tamerice. La fauna del Parco dell’Aspromonte comprende il lupo, il cinghiale, il gatto selvatico, la martora, la volpe, la faina, lo scoiattolo, il ghiro e il raro driomio, un piccolo roditore. La maggiore emergenza faunistica è rappresentata dalle uniche due coppie di aquila del Bonelli rinvenute nell’Italia peninsulare. Altre presenze dell’avifauna sono quelle del picchio nero, del falco pellegrino, del gufo reale, della coturnice e del lanario.
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